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Come attorno al fuoco. Un documento del 1999

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Il primo incontro del cerchio degli uomini si tenne il 14 Maggio 1999 e vi parteciparono 30 uomini.
Il 10 settembre Mario e Roberto, per riprendere il filo dopo un mese di pausa estiva, scrissero un resoconto dei primi incontri ma anche il manifesto di quanto si stava facendo.
Pubblichiamo qui la trascrizione di quel resoconto riemerso e qualche mese fa durante una riunione a casa di Mario. 
Dopo 5 anni da quel 1999 il Cerchio degli Uomini si è costituito in Associazione.
Il viaggio continua. Buon viaggio a tutti

 

IL Cerchio degli Uomini
Come attorno al fuoco.
Per la costituzione di un gruppo UOMINI

Cerchio degli Uomini 10 settembre 1999

Nei cinque incontri (più una sera a cena) del cerchio degli uomini, sono stati toccati alcuni argomenti fondamentali che riguardano il maschile: potere, denaro, sesso, padre, figli, donne.
Anche se questi temi sono stati solo sfiorati ci sono stati alcuni momenti molto intensi in cui il contatto tra le persone è stato assolutamente autentico riuscendo a infrangere il formalismo e le paure, in una comunicazione da cuore a cuore. Riteniamo che proprio questa qualità di comunicazione sia molto importante.
È in questa situazione che si creano per ognuno possibilità di cambiamento: aperture, caduta di difese, maggiore disponibilità soluzione di problemi personali e non, acquisizione di fiducia in se e negli altri, amorevolezza, empatia, solidarietà, capacità di aiutare e di essere aiutati, consapevolezza e compassione.

Questi cambiamenti ci portano un nuovo modello di identità maschile, questo stato di comunicazione autentica non è facilmente raggiungibile, il più delle volte si sta in una pseudocomunicazione formale, o nello scambio di informazioni o in situazioni confuse dove si avvertono stati d'animo non ben definibili.
Sono situazioni necessarie di passaggio, per arrivare a un autentica comunicazione, che per realizzarsi richiede che i componenti del gruppo abbiano dentro di se

  1. voglia di essere sinceri e di mostrarsi per che che sono

  2. disponibilità a incontrare sofferenza, paura a volte vergogna

  3. costanza nella partecipazione al gruppo

Primo punto: mostrare il proprio vero volto è un viaggio che può richiedere molto impegno e coraggio. Significa cominciare a dialogare con le nostre parti in ombra che normalmente tendiamo a ignorare, e che spesso proiettiamo sugli altri.

Riconoscere le proprie parti in ombra può procurare dolore, e questo ci porta al secondo punto: siamo disponibili alla sofferenza? Esserlo è indispensabile per acquistare un senso completo della vita.
Tenerci lontano dalla sofferenza ci porta a recitare ruoli fasulli e incompleti.

Il terzo punto è importante per creare una situazione in cui ognuno senta di potersi lasciare andare. Continuità di presenza vuol dire anche dare valore e importanza a sé e agli altri. Partecipare a un gruppo in cui vi siano momenti di comunicazione autentica è anche un atto spirituale, in quanto spesso si trascende l'ego per confluire in un'identità più grande.
Il movimento che si osserva è un io di ognuno che si trasforma in gruppo che ritorna un io, spesso con qualche cambiamento che poi si ritrasforma in gruppo e così via. Il lavoro del gruppo focalizzato sul tema del maschile.

L'identità maschile sicuramente è in crisi molti uomini sono alla ricerca di nuovi valori. I vecchi modelli sono vuoti e viviamo una condizione diffusa del “si salvi chi può”.

Un gruppo di uomini da un enorme aiuto ai suoi componenti ma sopratutto è un humus fertile di crescita di nuovi modi di essere dell'identità maschile che andranno senz'altro al di fuori del “cerchio”.

Importante è che noi, tramite le nostre storie personali, le nostre sofferenze, i nostri tentativi, le nostre proposte, i nostri cambiamenti, contribuiamo in maniera forte e creativa al processo di trasformazione che per altro già in corso da anni.

Quindi il “Cerchio degli Uomini”è anche un gruppo di formazione perché ognuno di noi porterà i propri cambiamenti in qualunque situazione della vita.

Sarà possibile che alcuni di noi diano il via ad altri gruppi e situazioni analoghe,

Non abbiamo maestri a indicarci la via, le soluzioni giuste, le strade migliori; ma proprio per questa situazione è più ricca e creativa: Siamo costretti a contare sulle nostre esperienze di vita, sulla nostra umiltà, a metterci in discussione, sulla nostra disponibilità a cambiare, sul nostro coraggio ad esplorare nuovi territori.

In realtà qualche consiglio, qualche indicazione son già stati dati da R.Bly, S. Keen e C. Risè. Noi abbiamo da compiere il nostro percorso che nessuna traccia precostituita potrà influenzare più di tanto, e nessun modo sostituire.

Buon viaggio a tutti noi.
Mario e Roberto

 

 

 

 

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