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La nostra discussione

Riflessioni e considerazioni varie, prendendo spunto dalla visione del film "Il Prescelto".

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C'erano una volta gli Dei e le Dee...che ovviamente rispecchiavano le concezioni degli uomini e delle donne del tempo : erano, spesso, molto “umani” nei loro comportamenti e le loro caratteristiche individuali (positive o negative)avevano dei precisi significati simbolici.


Molti Dei maschili dell'antichità sono accecati da un occhio oppure zoppi...o tutte e due le cose !

Per non parlare della “ferita fra le cosce” dei Re del Graal e di Osiride, del dio Attis e dei suoi sacerdoti : ferite simboliche, sanguinanti...in imitazione delle mestruazioni femminili !

Si, ci sono stati diversi miti legati alla castrazione/femminilizzazione degli Dei maschili, vista come necessaria per propiziare la fecondità della terra.

E' noto che in tempi lontani non c'erano dei ma solo Dee : la donna, con il suo misterioso potere di generare vita, col suo essere in sintonia con i cicli lunari, deteneva il potere religioso e la conoscenza “segreta”, essendo in connessione diretta con le energia della Terra e del Cielo.

Chi era sepolto in terra, accovacciato, tornava all'origine, all'utero, coperto di ocra rossa...simbolo del sangue materno che  lo copriva alla nascita.


Gli Dei maschili, per acquisire un potere sacro simile a quello delle dee, hanno dovuto spesso pagarlo con la vita : Osiride doveva morire e rinascere...ed anche Tammuz, Dumuzi, Baal, Adone, Attis, Gesù Cristo, tutti maschi da sacrificare in Primavera affinchè l'anno fosse fecondo, ci fosse un buon raccolto e la vita potesse continuare !

Si piange la morte del dio...per poi festeggiarne la rinascita ! A Pasqua !

Ma perchè Dei zoppi ? Forse perchè camminare saltellando rappresenta un andamento ciclico, un ritmo circolare, una danza ondeggiante, come le maree e la Luna...


Mentre la cecità è da sempre considerata una condizione necessaria x vedere “oltre” !

Saggi, veggenti, profeti e maghi, riescono a vedere molte meglio se perdono la vista ordinaria.

Il potere della vista “sacra” era attribuito alle Dee ed i loro occhi potevano portare vita o morte, lacrime feconde (come la dea Hathor) o sguardi “assassini” (come la Medusa) oppure inquietanti  e penetranti, come quelli del gufo/civetta di Athena/Minerva

Il triangolo (simbolo del pube femminile) con l'occhio in mezzo, è un simbolo divino molto antico, anche perchè c'era l'equivalenza simbolica fra occhi e genitali femminili.

Il dio Odino, per ottenere la sapienza, dà un suo occhio in cambio di un sorso dal pozzo sacro (simbolo femminile, come acqua uterina, fonte di vita).

I Greci, per avere conoscenza sacra e certa , andavano al santuario di Delfi (che significa Utero), retto, ovviamente, da donne, le sacre Pizie.

Tutto il mito della ricerca del Graal, gira intorno a simbologie femminili : il Graal è il recipiente/utero che  nutre e dà la vita, che permette di rinascere ed il Re del Graal che giace ferito ha una ferita inguaribile, che sanguina in sintonia con le fasi lunari ed il suo male è “innominabile”... come sono innominabili le mestruazioni, avvolte da un sacro pudore e timore.

Per placare il dolore, la lancia che l'ha ferito deve essere messa sulla ferita stessa...oppure anche dentro la piaga...come un pene che penetra la vagina, la feconda...e blocca, quindi, le mestruazioni.


Insomma, esiste nella memoria culturale di molti popoli il ricordo della prevalenza femminile, della centralità della donna nella società...che sicuramente ha assunto, nel passato, molte forme diverse, essendoci stata sempre una ricerca di equilibrio fra i generi, che ha prodotto frutti molto vari.

Possiamo sentirci colpiti, persino scandalizzati dall'idea che un tempo venisse scelto un uomo da sacrificare annualmente alla Grande Dea, dopo averlo onorato e trattato “come un dio”.

Il “Prescelto”, come nel film visto mercoledì scorso assieme da Ivano, era scelto accuratamente e si presumeva che lui fosse fiero di svolgere un ruolo così importante per il suo popolo.


D'altra parte, in Primavera, nelle società patriarcali più vicine a noi, c'è stata l'usanza di partire per spedizioni di guerra...che in effetti appaiono un po' come sacrifici in massa di maschi giovani, utili a portare conquiste, bottino, ricchezza per il popolo/nazione vincente...e quindi benedetto dagli dei !

“Dio è con noi !” hanno affermato, follemente, tanti leader di popoli guerrieri....

Beh, in effetti non c'è proporzione fra la morte rituale di un singolo uomo ed il massacro di tanti “nemici” o prigionieri, schiavi o eretici, pienamente giustificato e approvato dalle religioni maschiliste moderne !


Non sappiamo se in antichità le guerre e le stragi fossero veramente assenti, essendoci ampio spazio per tutti e mancando il senso di proprietà per la “propria” terra/patria...dato che la Grande Dea era la benigna madre di tutti gli uomini e donne senza distinzioni : sarebbe bello pensarlo...ma ora che siamo così tanti, sulla Terra, come possiamo riuscire a convivere  tutti in pace ?

Dopo la grande “caccia alle streghe” (fra il '400 ed il '600) che ha cancellato i resti delle antiche sapienze femminili e dei tradizionali rituali di fertilità, c'è stato il dominio dell'illuminismo e del positivismo, ossia del pensiero “maschile”, logico, rettilineo e progressista...che finalmente sta vacillando, con la crisi della scienza, della medicina...ed ultimamente anche della economia !


Tutte e tre (scienza,medicina ed economia) si sono basate (negli ultimi due secoli) sulla arrogante sicurezza di poter capire, controllare e risolvere ogni evento ed ogni problema, aumentando sempre più il consumo di risorse , la complessità degli strumenti e l'esattezza dei calcoli.

Oggi si auspica il ritorno alla “ecologia”... ossia al rammentarsi di appartenere tutti alla Terra (ossia alla Grande Madre) e le religioni basate sui dei maschilisti sono lacerate da profonde crisi : il fondamentalismo non è altro che il sintomo di un panico diffuso, dovuto alla decadenza della fede, al crollo delle credenze ed alla crisi di identità, conseguente, di società che non vogliono accontentarsi del consumismo come scopo di vita.

C'è qualche tentativo persino di restaurare davvero l'adorazione della Grande Dea...ma non credo proprio che si possa tornare indietro “ai bei tempi andati” : sono solo illusioni nostalgiche, fantasie consolatorie...mentre oggi c'è bisogno di un altro, nuovo, tipo di spiritualità e di fede, più adatta ai nostri tempi, con una grande apertura verso le opinioni ed interpretazioni personali, senza dogmi o credenze assolute.

Magari potrebbe esserci un ritorno al celebrare davvero, coscientemente, le stagioni dell'anno, eliminando le sovrastrutture cattolico/cristiane, vivendo più in sintonia con i ritmi naturali, percependo l'unità esistente fra noi, la natura, il cosmo, le stelle....


Non possiamo certo abbandonare la tecnologia e la produzione in serie...ma forse sarà meglio smettere di divinizzare il progresso scientifico e l'accumulo infinito di “cose” materiali.

Non si può più credere nel dio PIL ed inchinarci di fronte al sacro mistero del Bosone di Higgs !

Ci siamo fatti a lungo ingannare dai “falsi profeti” del capitalismo e della scienza : ora si tratta di smascherarli...anche se tentano di sommergerci di paure e di convincerci che l'alternativa a loro è solo un altro buio Medio Evo, irrazionale e caotico.

Ma no, niente paura, qualcosa l'Umanità riuscirà a trovare di meglio di loro...anche se nel frattempo

l'attuale incertezza riguardo al futuro sta portando molti ad irrigidirsi ed a “difendersi aggressivamente” dagli stranieri, dai “diversi” e dalle donne “troppo indipendenti”.


E' orribile leggere continuamente di altre donne uccise dai loro ex...ma almeno ora questa tragedia è diventata visibile e le donne possono imparare a difendersi e ad esigere di essere più rispettate.

Questi “femminicidi” sono, comunque, un chiaro segnale di quanto gli uomini “tradizionali” temono ora le donne, non potendo sopportare che siano libere, fuori dal loro controllo, non più così bisognose della loro “protezione” : è davvero il crepuscolo degli dei maschilisti, già annunziato anni fa da Marco Ferreri nel film “L'ultima donna” che si conclude con l'auto-evirazione del protagonista  che rinuncia così “drasticamente” al suo potere maschile...come facevano anticamente i sacerdoti di Attis...ma forse non è il caso di giungere a tanto !


Magari è possibile trovare un altro equilibrio fra Dei e Dee, fra potere maschile e femminile, senza necessariamente fare sacrifici sanguinosi...anche se qualche sacrificio noi uomini potremmo farlo, rinunciando volontariamente a certe prerogative e privilegi maschili...che in realtà ormai non sopportiamo più :  possiamo dividerci compiti, pesi e ruoli con meno rigidezza e più buonsenso, ascoltando di più le nostre attitudini individuali e liberandoci dagli assurdi obblighi dei modelli tradizionali.

Che sia ora, magari, di Dei e Dee  da “Era dell'Acquario”, con  scarso interesse per i conflitti fra i generi e per le gare di potere,  con nessuna richiesta di sangue e di sacrifici e tanto desiderio di divertirsi per le bizzarre variazioni umane, maschili, femminili...ed intermedie !

Eh si, ci vorrebbe una bella sdrammatizzazione di ogni conflitto e contrasto, differenza e contrapposizione...senza annullare, certo, le diversità di genere...ma giocandoci con più libertà e fantasia !


O Dei e Dee, se ci siete, aiutateci un po' !

 

 

Recensione Ralph Spaccatutto

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Wreck-It Ralph (Ralph Spaccatutto) è il personaggio cattivo del videogioco Fix-It Felix (Felix Aggiustatutto). Il suo scopo è distruggere vetri e infissi di un palazzo mentre l'eroe del videogioco, comandato dal bambino che sta giocando, lotta contro il tempo per riparare i guai provocati da Ralph.

Ralph è un cattivo, ma è anche stufo del suo ruolo che lo costringe alla solitudine e al disprezzo da parte degli altri personaggi del videogioco. Quando la sala giochi chiude e ogni carattere per magia acquista vita autonoma, nessuno vuole stare con lui che perciò è costretto a vivere da solo in una discarica.

Ralph parla di questa sua condizione una sera, quando per la prima volta si unisce ad un gruppo di condivisione formato dai tutti i personaggi cattivi dei videogiochi presenti nella sala giochi. Uno di questi, Zangief, gli dice che lui è un cattivo, ma non per forza è cattivo. Ma Ralph non ci sta comunque e dopo un diverbio con un personaggio del suo gioco decide di provare a tutti che anche lui può essere un eroe.

Inizia così un viaggio avventuroso in cui Ralph conoscerà Vanellope von Schweetz, personaggio del videogioco Sugar Rush che proprio come lui è discriminata e stigmatizzata da tutti come una piantagrane e un pericolo pubblico. All'inizio la piccola ragazzina crea non pochi problemi al nostro personaggio, mettendogli i bastoni fra le ruote in mille modi. In seguito tuttavia proprio grazie al rapporto con Vanellope Ralph riuscirà a vedersi sotto una luce nuova, arrivando persino in un pirotecnico gioco di ribaltamenti a trasformare in una risorsa proprio quei sentimenti esplosivi che fin dall'inizio gli hanno creato tanti problemi e ferite.

Ralph Spaccatutto è un film che racconta con tocco delicato, ironico e commovente la speranza e la possibilità di riscatto che alberga nell'animo di ognuno di noi, la straordinaria occasione rappresentata dal fare i conti con la nostra aggressività e la ricompensa che spetta a chi trova il coraggio di entrare davvero in relazione con gli altri, donne e uomini. Nel suo viaggio il nostro eroe impara a riconoscere le sue emozioni e i suoi sentimenti, ci fa la pace, passando da un atteggiamento egoista e (auto)distruttivo ad uno consapevole e costruttivo.

Guardate Wreck-It Ralph con tutta la famiglia. Riconoscetevi nella sua goffaggine, nel suo piglio imbronciato e nel suo grande cuore.

 

 

 

Grande Riunione Annuale del Cerchio degli Uomini

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Eravamo ben in 17 ieri, alla S.I.S., con Uomini provenienti dai tre Cerchi di Torino e da quello di Milano : un'occasione x rivederci, salutarci, confrontarci, strappando un ulteriore serata agli impegni che tutti abbiamo (di famiglia, di lavoro...).

 

La Morte è un maestro maschio?

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Ma in quale direzione volgerà il suo sguardo critico l’intellettuale, per assolvere quel “compito di vigilanza” che gli riassegna Umberto Eco?
Non soddisfa la classica risposta: verso l’attività del Potere.  Soprattutto quando il potere politico parla il linguaggio di un osceno spettacolarizzato, che improvvisamente si rivela rappresentazione del nulla. Lo ha osservato Ernesto Galli della Loggia, solitamente motivato interlocutore di quel discorso.
Ma anche se guardiamo alle prove di forza meno effimere e più tragiche del potere – le guerre guidate dagli Usa – constatiamo dietro l’orrore inefficacia e povertà di senso. Un vicolo cieco da cui Obama sembra cercare una via di uscita.

 

Quell'oscuro soggetto di desiderio Prostituzione e immaginario maschile

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Cagnaccio di Sanpietro:

Non è strano che per la donna che si prostituisce esistano molti “nomi” – prostituta, puttana, escort, mignotta, bagascia, troia, lucciola ecc. – per lo più infamanti, mentre per l’uomo che paga per comprare il suo corpo circola finora solo il neutro sostantivo “cliente”?

 
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