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Grande Riunione Annuale del Cerchio degli Uomini

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Eravamo ben in 17 ieri, alla S.I.S., con Uomini provenienti dai tre Cerchi di Torino e da quello di Milano : un'occasione x rivederci, salutarci, confrontarci, strappando un ulteriore serata agli impegni che tutti abbiamo (di famiglia, di lavoro...).

Per iniziare, ci siamo presentati tutti, uno ad uno : la maggior parte dei presenti ha detto di frequentare il C.d.U. già da diversi anni...tranne i tre rappresentanti del Cerchio di Milano che sono più "freschi"...e ci  auguriamo che il loro Cerchio continui ad allargarsi nella grande Milano !

Alcuni hanno detto di essere già in pensione (suscitando l'invidia degli altri) e l'età dei partecipanti ai Cerchi va perlopiù dai 50 ai 65 anni : siamo tutti uomini "maturi", molti sposati, separati o divorziati con figli e siamo entrati nel C.d.U. spesso in seguito a difficoltà e crisi nel rapporto con le donne, ma anche x il bisogno di relazionarci davvero con gli uomini, andando oltre le solite chiacchere da bar o i discorsi teorici, politici ed intellettuali.

Nei gruppi di condivisione abbiamo imparato ad esprimerci di più, entrando in confidenza con gli altri, mollando (quasi del tutto !) la solita competitività fra maschi e dicendo cosa sentiamo e proviamo davvero...accorgendoci, quasi sempre, che anche gli altri hanno le nostre stesse emozioni ed ansie, paure e tensioni...riuscendo, quindi, a ridimensionarle ed avendo più possibilità, così, di affrontarle positivamente.

Abbiamo accennato, ieri sera, alle attività che alcuni di noi fanno nel sociale, come soci della Associazione Cerchio degli Uomini, occupandosi soprattutto di interventi contro la violenza sulle donne, contro il bullismo ed in sostegno alla paternità, secondo gli ideali anti-patriarcali in cui crediamo : è interessante, soprattutto, il lavoro nelle scuole per aiutare i ragazzi a diventare uomini consapevoli, liberi dagli stereotipi e dai modelli negativi che rischiano di assorbire da una società tuttora maschilista ed oppressiva.

Il tema proposto ieri sera ai presenti, è stato quello del come affrontare l'abbandono del gruppo da parte di uno dei condividenti :

i nostri cerchi sono liberi ed assai informali, non ci sono regole rigide ma delle indicazioni di massima x poter condividere tutti nella maniera migliore : chi partecipa x la prima volta viene accolto chiedendo che si presenti, che racconti un po' di sè, gli viene data attenzione, si presentano un po' tutti e gli vengono comunicate le regole generali di condivisione...ma non c'è stata, finora, una riflessione un po' più profonda sul come affrontare il congedo di uno che lascia il gruppo.

Accade che qualcuno se ne vada di colpo dal cerchio, sparisca  senza dire nulla, senza avvisare o dare spiegazioni e per qualcuno di quelli che rimangono può essere un po' uno choc, una sensazione di abbandono, di perdita...tanto più forte quanto l'essere lasciato sia stata una ferita già ricevuta, dolorosamente, in passato.

Quindi il discorso si allarga : molti ricordano bene le sofferenze patite x abbandoni, da parte di amici o di donne....ma spesso tendono a scordare o sottovalutare le ferite che loro stessi hanno inferto agli altri...o alle altre !

C'è chi ha sperimentato, in passato, sia la rottura brusca, improvvisa sia quella dilatata nel tempo...che diventa una lunga agonia...soprattutto se non si riesce a creare un vero dialogo e confronto e finisce x essere un tentativo di distruggere, annullare ciò che si è condiviso assieme.

C'è chi si porta dietro, da sempre, tutte le relazioni interrotte...che in realtà non sono ancora finite, in quanto vivono ancora nella sua interiorità...e c'è chi invidia questo, in quanto lui, invece, tende a dimenticare, a cancellare tutto rapidamente e ciò gli dà un senso di vuoto !

C'è chi riafferma il diritto di ognuno ad agire liberamente e responsabilmente, decidendo autonomamente se e quando chiudere una relazione, dando o non dando spiegazioni o avvisi...tanto più in un gruppo aperto dove non ci sono vincoli e contratti e dove ognuno partecipa volontariamente.

In teoria, un uomo, andandosene, non porta via nulla al gruppo : la sua presenza è un dono che fa liberamente, di volta in volta e non risponde delle aspettative altrui.

D'altra parte, l'assenza di un componente diminuisce l'energia del gruppo ed è diverso condividere con persone sempre diverse o con un gruppo relativamente stabile.

Alcuni affermano di non potere assicurare una partecipazione costante alle serate e di passare saltuariamente dei periodi di lunga assenza dal gruppo...avvisandolo, comunque, della prevalenza dei suoi altri impegni in un periodo specifico.

Ma c'è anche chi ha patito una forte sensazione di abbandono...convivendo con una donna...che anche lei si sentiva abbandonata : è possibile un abbandono reciproco, un crearsi una distanza, una irraggiungibilità che fa sentire entrambi soli...e ciò, ahimè, può durare anche a lungo, essendoci come una illusione di presenza reciproca che è difficile da.... abbandonare !

L'indicazione emersa ieri sera, è stata quella di spiegare ad ogni "nuovo" la consuetudine di lasciare (liberamente) il gruppo venendo ancora una sera a salutare tutti, a dare le spiegazioni che si sente di dare, allo scopo di non lasciare cose in sospeso, interrogativi ansiosi (che gli abbiamo fatto? dove abbiamo sbagliato?) e magari imparare qualcosa (tutti quanti) dalla esperienza di separazione.

A volte è tutto molto semplice : c'è chi ha avuto il bisogno di condividere un suo momento di difficoltà ed una volta che lo ha superato ha considerato l'esperienza chiusa, esaurita...e va bene così!

Ma altre volta c'è qualcosa di più profondo ed inespresso, delle tensioni o delusioni che sono difficili da esprimere, da tirare a galla...ed è bene, quindi, dare la possibilità di portarle alla luce, arrivando anche, come è successo qualche volta, ad un confronto acceso, ad un bel conflitto aperto che, se vissuto pienamente, può portare allo scioglimento di tensioni, rabbie ed equivoci e ad una "separazione consensuale" pacifica e persino affettuosa !

Si, esiste l'affetto fra di noi, nei nostri gruppi, che tendono a diventare sempre più amichevoli, conoscendoci sempre meglio ed accettandoci nelle nostre particolarità, attenuando i contrasti di carattere...ma ricordandoci di non fingere e cercando sempre di dar valore ai conflitti fra di noi, invece di seppellirli per perbenismo o pigrizia!


Sentiamo il bisogno di rivederci ancora fra non molto tempo : non fra un anno, ma prima della prossima estate, vorremo organizzare un altro grande incontro.

Si parla anche di farlo, un dì, anche a Milano...ma vedremo quali saranno le possibilità effettive di raccogliere un buon numero di noi in un ampio cerchio di condivisione !

Ciao !

Auguri agli Uomini per un buon fine anno...ed un buon 2012...nonostante gli apocalittici pronostici...e le temibili purghe del nuovo governo Monti, tanto amico dei banchieri !

Roberto illario

Eccoci

 

 

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