www.cerchiodegliuomini.org

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Sportello telefonico per l’ascolto del disagio maschile

E-mail Stampa PDF

Relazione a un anno dall’inizio del servizio

Lo “Sportello telefonico per l’ascolto del disagio maschile” nasce dalle esperienze dell’Associazione “Cerchio degli uomini” ed è un’iniziativa realizzata in collaborazione con la Provincia di Torino ed ha lo scopo di fare emergere il disagio relazionale maschile e di prevenire la violenza nei confronti delle donne e dei minori, all’interno della famiglia e nei vari ambiti sociali.


Il Cerchio degli uomini, prima come gruppo, poi come associazione, ha lavorato sulle questioni di genere a partire dal maschile per un cambiamento degli uomini che portasse ad una società basata sul riconoscimento delle differenze nel rispetto dei pari diritti ed opportunità tra i sessi e tra culture e religioni diverse, abbandonando la logica della prevaricazione e della violenza nella soluzione dei conflitti.
Abbiamo scelto, in accordo con la Provincia di Torino, di definire il servizio come ascolto del disagio maschile per lavorare nel sommerso del problema della violenza: il 95% delle violenze domestiche non viene denunciato, ma dimora nel silenzio, se ne conosce ancora abbastanza poco e gli uomini molto spesso non riconoscono la violenza e difficilmente se ne assumono la responsabilità. Si vuole inoltre approfondire attraverso quali percorsi ed in quali situazioni il disagio si trasformi in violenza e se e come dietro la violenza vi sia sempre un disagio che è spesso negato e rimosso, avallato dalla cultura e dalla collusione sociale.
Ci si avvale, dell’esperienza di 11 anni di gruppi di condivisione e confronto tra uomini e tra donne e uomini, della formazione come counselors di alcuni degli addetti al servizio, di formazioni specifiche nell’ambito della violenza alle donne ed ai minori e nel campo della gestione delle linee telefoniche in anonimato (help lines) dedicate ai disagi.
Attualmente il servizio è così strutturato:

  • Dopo un anno di ascolto telefonico di due ore settimanali (il martedì dalle 19 alle 20 ed il giovedì dalle 12 alle 13), ora siamo passati a 5 ore settimanali ( il lunedì e martedì dalle 18 alle 19 e il mercoledì, giovedì e venerdì dalle 12 alle 13).

  • Viene compilata una prima scheda con la descrizione riassuntiva del colloquio telefonico più alcuni dati di carattere generale.

  • Al termine della chiamata viene proposto all’utente un colloquio di orientamento vis a vis in una struttura adeguata.

  • Al colloquio vis a vis si approfondisce la situazione dell’utente e quindi gli si può proporre un invio ai servizi del territorio, la partecipazione ad uno dei nostri gruppi generici (attualmente sono quattro) o (è in progettazione) a dei gruppi specifici dedicati al disagio e/o alla violenza.

- Per ogni colloquio telefonico successivo al primo e per il colloquio individuale vengono compilate specifiche schede.
- Il servizio è gestito da counselors che hanno fatto anche delle formazioni specifiche.

In questi primi 13 mesi si sono rivolti alla nostra help line telefonica 27 appellanti (23 uomini e 4 donne), più altri 2 hanno richiesto contatti tramite internet-sito.
Alcuni di questi hanno richiamato una o più volte.
9 uomini hanno fatto il colloquio individuale.
5 di questi sono entrati nei nostri gruppi uomini.
A molti è stato proposto l’invio ai servizi.
Da una prima analisi delle schede finora compilate si possono cominciare a fare alcune riflessioni che andranno confermate con ulteriori dati ed il confronto con i dati di altri servizi analoghi che hanno iniziato recentemente (CAM – Firenze).
Come si è venuti a conoscenza del servizio: 40% tramite passa parola,40% tramite affissioni e volantini, internet 10%, 10% manifestazioni pubbliche-stampa (un articolo su “La Stampa” ed un paio di convegni).
Età degli appellanti il 60 % dai 40 ai 60 anni, il 30 % dai 20 ai 40 anni.
Violenza agita:  circa il 35% dichiara di avere agito violenza (fisica, psicologica ecc.), ma supponiamo che almeno un altro 30/40% pur avendo agito una qualche forma di violenza non l’abbia dichiarata, consapevolmente o meno.
Le violenze dichiarate erano violenze fisiche, psicologiche e stalking.
Nessuno ha dichiarato violenze sessuali, segregazioni, violenze economiche.
Violenze subite: 40% dichiara di avere subito violenze psicologiche, il più delle volte in racconti di forte conflittualità reciproca, parte di questi sono mascheramenti e scarichi di responsabilità per violenze commesse.
La violenza subita necessita di maggiori approfondimenti tramite i colloqui individuali e la formazione di nuovi gruppi dedicati a disagio relazionale e violenza.
Scopi delle chiamate: 70% richiesta dichiarata di ascolto. 50% richiesta di consigli, 33% richiesta di colloquio, 90 % dichiara problemi con la partner, 40 % su tematiche inerenti la gestione dei figli (separazioni e violenza), 20% richiesta di ingresso ad un percorso (gruppi o individuale), 20% richiesta di servizi sul territorio.
Situazione affettiva: per il 50-60% degli utenti sembra emergere un incapacità-difficoltà ad esprimere sentimenti e stati emotivi.
Un 20-30% dichiara di non sentirsi amato-stimato.
Quanto sopra riportato ci induce a decidere di continuare il servizio e inoltre:
- A promuovere campagne di comunicazione che finora sono state molto limitate per permetterci una fase di “rodaggio a basso regime”
- A proporre in alcuni casi più di un solo colloquio.
- Ad istituire gruppi ex novo dedicati al disagio relazionale e/o violenza.
- Ad indirizzare le compagne/ex compagne di uomini maltrattanti, presi in carico in incontri individuali o percorsi specifici di gruppo, ai centri di accoglienza vittime di violenza. (condizione indispensabile per chi vuole seguire un percorso di gruppo o individuale).

 

Banner
<< Giugno 2017 >> 
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
     1  2  3  4
  5  6  7  8  91011
12131415161718
2022232425
2627282930