La casa di produzione Pixar proprietà della Walt Disney Company è riuscita spesso a trattare temi scottanti in modo divertente e delicato, specialmente quando si parla delle sfide e difficoltà che una famiglia deve affrontare. Dai problemi di gestione della rabbia in Ralph Spaccatutto, fino alle difficoltà di adattamento dei ragazzi in Inside Out, passando per le fatiche e le trasformazioni della vecchiaia in Up, sono tante le storie che hanno commosso ed emozionato il pubblico di tutto il mondo. Tutto questo conservando una fresca capacità di dire la propria su argomenti sotto i riflettori dell’opinione pubblica.
È proprio questo il caso di una delle loro ultime fatiche, Gli Incredibili 2, film da poco uscito al cinema e che ci sentiamo di segnalare. La storia segue le vicende della famosa famiglia di supereroi inventata dal regista e sceneggiatore Brad Bird. In un contesto storico caratterizzato dal movimento #metoo e dall’impegno congiunto di donne e uomini per la creazione di una società più equa a livello di relazioni di genere, si inserisce il secondo capitolo della saga dei supereroi, con un ribaltamento delle prospettive capace di arricchire tanto il mondo maschile quanto quello femminile.
La vicenda narrata da questo secondo capitolo parte anche questa volta dal rifiuto della società per il contributo che i supereroi vorrebbero portare, e dalla loro conseguente marginalizzazione. Ma un potente uomo d’affari sembra avere un piano per riportare questi ultimi al centro della scena pubblica e migliorare la percezione che la collettività ha di loro. Il suo progetto tuttavia prevede in un primo momento un ruolo da protagonista per Helen alias Elastigirl, per cui il marito Bob alias Mr. Incredibile si offre di occuparsi dei bambini e della casa per permettere alla moglie di “andare al lavoro”. 
Eccoci quindi proiettati in un interessante momento di inversione dei ruoli di lavoro e cura, durante il quale Bob avrà modo di sperimentare tutta la fatica e l’esaurimento che l’accudimento della prole comporta. Si tratta di una parte della vicenda esilarante, caratterizzata da svariati momenti assurdi e divertenti, non ultima la scoperta dei superpoteri di Jack-Jack, ultimo arrivato in famiglia. Seguire la tragicomica curva di apprendimento di Mr. Incredibile come caregiver, unitamente alle imprese tutte al femminile di Elastigirl – e della figlia Violetta – per mettere al sicuro il misterioso cattivo che minaccia la città di Metroville, è un’esperienza capace di regalare emozioni da montagne russe e insieme portare alcuni preziosi spunti di riflessione.
Tra questi segnaliamo l’importanza e il grande vantaggio non solo della piena inclusione delle donne nella scena pubblica – conquista ancora oggi tutt’altro che scontata –, ma anche la rilevanza e l’urgenza di un pieno ingresso degli uomini nella sfera domestica, esperienza capace di assicurare da un lato parità di condivisione e impegno rispetto ai ruoli di cura, dall’altro una crescita personale non indifferente, grazie allo sviluppo di abilità come l’empatia e una serie di competenze pratiche e relazionali solitamente retaggio dell’universo femminile.
«Ho fatto io tutto questo?», esclama Mr. Incredibile in una delle sene cuore del film, osservando la distruzione provocata dal cieco esercizio della sua forza. Sì Bob, ci viene da rispondere, ma adesso sei stato lì anche tu, hai passato tutte quelle notti in vestaglia a cambiare pannolini, hai seguito passo passo Flash nei compiti e ti sei fatto carico delle prime crisi adolescenziali di Violetta.
Oltre alla riscoperta di un mondo di affetti e relazioni, ora hai imparato come sistemare le cose.


